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SuperChat.com, se cerchi di disdire arrivano le minacce!

Devis Paganelli : "Superchat.com? Non lo consiglio. Anzi lo sconsiglio. E' tutto sommato un buon servizio per quanto complicatissimo da gestire, ma è coperto da clausole che reputo vessatorie. Il fatto che ti vincolino in maniera a mio parere poco trasparente ad un contratto di 12 mesi è di per se dimostrazione di come in fase di vendita, ti sottopongano opzioni più costose di quello che ti servono. La possibilità di disdire contratto o di fare downgrade, sarebbe una grande perdita per Superchat perché ritengo che quasi tutti, appreso che il servizio è stato venduto con opzioni non conformi alle esigenze, eserciterebbero questa opportunità di passare al piano più consono e meno costoso. Ecco perché il vincolo di 12 mesi è ben nascosto e mai raccontato dai consulenti durante la vendita."



Accade spesso purtroppo che anche le aziende posizionate, si arroghino il diritto di pensare di essere nel giusto quando poi, i tribunali smentiscono modus operandi poco attenti.
Non a caso, quando un cliente / utente, controbatte a regole stabilite da colossi o anche da piccole aziende, chi pensa di avere la verità in tasca, risponde con minacce di azioni legali e telefonate intimidatorie.
Imprese che fatturano milioni e a volte miliardi di euro, credono che dal momento che hanno milioni di clienti e centinaia di collaboratori, allora questo giustifica il pensare di essere nella posizione di giusto sempre. Ma non è così e lo dimostrano casi clamorosi che hanno visto oggetto di sentenze e provvedimenti esemplari a carico enterprise come Philip Morris, Deepwater Horizon, Volkswagen, Johnson & Johnson, Facebook, Purdue Pharma e Apple. 
A volte basterebbe rispondere a semplici richieste di un utente, per sbrogliare grandi matasse, anziché appigliarsi a clausole contrattuali spesso vessatorie e spesso troppo nascoste i mille pagine di articoli e vincoli.

E' accaduto a Devis Paganelli, manager di NP Communication, noto impresario della tv e personaggi pubblico, che dopo essersi rivolto a Superchat.com ha chiesto di ricevere  un servizio basico per ritrovarsi inconsapevolmente e forse anche un poco superficialmente, ad aver sottoscritto un contratto annuale per un servizio non utile alle proprie esigenze.

"E' stato tutto molto veloce. Ho chiesto informazioni, mi ha chiamato subito un consulente di nome Alessandro. Mi ha fatto alcune domande e seppur io volessi un servizio basico, lui ha stabilito, come da telefonata da me registrata, che il servizio più idoneo fosse quello molto più costoso da quello da me ipotizzato. Mi sono lasciato convincere dall'idea che fosse un pagamento mensile anziché annuale. Alla mia richiesta se potessi disdire, la risposta è stata positiva e cioè che si, potevo disdire entro 30 giorni. Che per un utente significa che, ad ogni pagamento mensile, essendo mensile, si ha 30 giorni poi per disdire il contratto. Decorsa qualche mensilità, appreso che il servizio era davvero superfluo rispetto le mie esigenze ho chiesto gentilmente di poter fare un downgrade e quindi di pagare il servizio basico da me inizialmente voluto. Mi è stato risposto che il downgrade non è possibile ma solo upgrade al servizio più costoso. Ho risposto che  allora avrei disdetto il contratto e mi è stato risposto che avrei potuto disdire senza problemi ma avrei comunque pagato 12 mensilità. Da qui scopro che nei contratti c'è scritto che si paga comunque per 12 mesi. Incredibile. A seguire pubblico un articolo dedicato a questa poca trasparenza e cosa succede? Vengo contattato telefonicamente dove vengo accusato del reato di diffamazione dal consulente. Non solo, mi viene comunicato che l'azienda sta valutando azioni legali. Una vera e propria intimidazione. A questo punto, altro che downgrade. Ritengo di poter pretendere sia downgrade che rimborso delle somme aggiuntive stupidamente da me pagate in buona fede. Il consulente è solo parte del sistema non trasparente e non è certo persona che lavora in malafede credo. Superchat avrebbe dovuto contattarmi tramite manager che pongono scuse se il sistema non è ottimalmente trasparente anziché farmi chiamare dal consulente per intimidirmi".

Superchat.com: l’efficienza ha un prezzo (e un vincolo) non troppo trasparente.

Nell’ambito dei software per la gestione della comunicazione aziendale, Superchat.com si distingue per la capacità di integrare i canali social in un’unica dashboard. Tuttavia, l'esperienza d'uso è spesso offuscata da politiche contrattuali poco flessibili che meritano un’analisi approfondita prima della sottoscrizione.

Il nodo dell'abbonamento annuale Sebbene il sito presenti tariffe espresse in quote mensili, la realtà contrattuale (spesso celata nelle clausole dei termini di servizio) impone un vincolo di 12 mesi. Molti utenti scoprono solo al momento della disdetta che il pagamento mensile non coincide con la libertà di recesso: interrompere il servizio in anticipo comporta l'obbligo di saldare l'intera annualità residua.

La gestione rigida dei servizi extra Un ulteriore punto critico riguarda gli Add-on (come i crediti AI o i moduli newsletter). Sebbene l'attivazione sia immediata, la loro rimozione è spesso negata fino alla scadenza del contratto principale. Questo sistema impedisce alle aziende di adattare i costi ai volumi di lavoro stagionali, trasformando ogni potenziamento in un costo fisso a lungo termine.

Crediti e operatività Il modello di consumo dei crediti non prevede il rollover: ciò che non viene utilizzato entro il mese scade, mentre l'esaurimento del budget porta al blocco immediato delle automazioni, forzando l'utente ad acquisti supplementari non rimborsabili.

Consigli per gli utenti Nonostante la validità tecnica della piattaforma, la rigidità burocratica del supporto post-vendita suggerisce cautela. Prima di procedere, è fondamentale:

  • Verificare la durata minima effettiva del contratto (clausola 14.2).

  • Chiedere conferma scritta sulla possibilità di downgrade.

  • Confrontare il servizio con alternative che offrono modelli "Pay-as-you-go" (come Zendesk o Manychat), più adatti a chi cerca flessibilità operativa senza penali occulte


servizio a cura di Nicole Pederiva

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